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29 | 07 | 2010
I lampeggianti PDF Stampa E-mail

Il lampeggiante rappresenta il denominatore comune tra tutti i mezzi adibiti alla funzione di soccorso pubblicoe, unitamente ai particolari colori dei veicoli stessi, l’elemento maggiormente caraterizzante. L’evoluzione dei dispositivi luminosi è segnata dal mutamento normativo in osservanza a quanto previsto in questa materia dai Codici della Strada che si succedono negli anni.Non si incontrano preticamente questo tipo di apparati sui mezzi della Pubblica Sicurezza fino a circa la metà degli anni Cinquanta, quando viene stabilito che i mezzi di soccorso rechino un faro di colore rosso intermittente. La vera svolta in questo senso avviene però nel 1959, quando il nuovo Codice della Strada sancisce l’installazione di un faro di colore azzurro su gran parte dell’autoparco dei mezzi adibiti a soccorso pubblico fatta eccezione ad esempio, per i Reparti Celeri e Mobili fino agli anni Settanta e per alcuni reparti con autoparchi più limitati, di solito non svolgenti mansioni di pronto intervento. Ciò avviene in due fasi: la prima, di breve durata, prevede la sostituzione – o l’aggiunta – della luce rossa con una azzurra, mentre la seconda stabilisce che la medesima luce assuma la “forma” di un giro faro posto sul tetto. Per molti anni l’effetto lampeggiante è provocato mediante una paletta rotante inserita in una cupola di plastica blu. In questo periodo le FIAT Campagnola dotate di lampeggiante presentano un supporto metallico di sostegno del segnalatore luminoso della lunghezza di una ventina di centimetri, posto sulla cappota della versione telonata.

Dal 1993 su molte delle nuove vetture, inizia ad essere installato un nuovo tipo di “fungo”, con un meccanismo elettronico: la frequenza di lampeggiamento è guidata da un circuito integrato. Ciò d’altra parte non avviene su tutti i mezzi: non è raro infatti vedere dei veicoli successivi con il vecchio effetto rotante.
Intorno alla metà degli anni Settanta, anche dopo la presentazione dell’Alfetta dei Carabinieri e di quella della Guardia di Finanza poi, per la prima volta equipaggiate con un doppio lampeggiante, la Polizia decide di mantenere sulle proprie autovetture veloci, unica fra le Forze dell’Ordine, il vecchio schema con una sola luce azzurra centrale.Così avviene fino al 1996, anno di presentazione della nuova barra luminosa sulla Fiat Marea. Prima di parlare però di quest’altra grande svolta, non possiamo non menzionare la doppia luce alternata posta su diverse Alfa Romeo 155 in servizio presso la Società Autostrade. Ciò viene realizzato sulle prime due serie – non quindi sulla 16v – per aumentare la visibilità delle pattuglie da grande distanza. Il modello viene anche installato sulla Fiat Croma III serie e sul Fiat Ulysse I serie delle Autovie Venete. L’esperimento dura circa tre anni, ma non ha sèguito, anche se può essere considerato il preludio all’adozione dell’attuale barra luminosa. Il nuovo modello ATV 8000 costituisce l’aggiornamento in questa materia della nostra Polizia, le cui vetture assumno ora un aspetto più “americano”. Questo apparato ha due lampeggianti stroboscopici alternati, con integrati fari supplementari di ricerca circolari anteriormente e lateralmente e due fanali intermittenti arancioni, ripetitori della doppia freccia di stazionamento, sempre di forma circolare, nella parte posteriore. Al centro del medesimo apparato è integrato l’altoparlante esterno, commutabile come sirena e per chiamate dalla centrale – in caso di discesa dal mezzo da parte dell’equipaggio – o collegabile alla radio di bordo ed utilizzabile dall’interno da parte degli operatori. Ben presto il modello ATV viene sostituito dal Federal Signal Vama, analogo nelle caratteristiche e molto simile nella fisionomia. Tra i modelli della Stradale che ne sono equipaggiati, si ricordano il monovolume Mitsubishi Space Wagon e l’Audi A4 Avant dell’Autostrada del Brennero.

Un discorso a parte meritano le autovetture della Stradale, Marea Weekend e Subaru Legacy TW. Se nel 1996, anche sulla Marea il modello presentato è uguale a quello della berlina delle Volanti, nel 1998 questo cambia sostanzialmente. Nella parte anteriore, l’unica differenza è rappresentata dall’assenza dell’uscita dell’altoparlante al centro della barra ma, posteriormente, viene inserito tra le due luci blu il nuovo display per messaggi luminosi standard, visibili ai veicoli che sopraggiungono. Ciò rappresenta una novità ed un importante passo avanti in materia di sicurezza stradale e di modernizzazione degli equipaggiamenti. A questo proposito anche il Fiat Ducato ’94 dei reparti Autostradali è dotato di un tabellone sollevabile posto sul tetto, raffigurante la diversa simbolistica utile agli automobilisti in situazioni di emergenza, quali “nebbia”, ”coda”, ”rallentare”, ”incidente” e così via. Sempre riguardo ai Reparti Autostradali, intorno alla fine degli anni Ottanta, particolare è il FIAT Ducato I serie della Società Autostrade per trasporto segnaletica, con tre lampeggianti inediti sia nella forma – alta e squadrata – che nella collocazione su basi metalliche che li rialzano rendendoli maggiormente visibili. Gli altri mezzi invece – quali fuoristrada, autovetture non veloci e furgoni – continuano a montare i lampeggianti “ a fungo”, ovviamente nella nuova versione stroboscopia. Per i furgoni questi sono di solito tre: due posteriori ai lati ed uno anteriore centrale.

Nel 2000 viene effettuato sulla Smart un ulteriore esperimento: la barra luminosa sul tetto è “scomposta” in cinque elementi, disposti a freccia, con il vertice rivolto verso la parte anteriore del mezzo. I due laterali e quello centrale sono azzurri avanti e dietro, mentre gli altri due risultano di luce bianca anteriormente, come fari di ricerca e arancione posteriormente, come ripetitori della doppia freccia di stazionamento. Questo modello è stato sperimentato anche su alcuni esemplari di Magnum della Polizia Stradale.
Molto scarsa è la storia del faro di ricerca supplementare brandeggiabile. Se ne ricorda la presenza sull’angolo anteriore del finestrino del passeggero della Pantera alfa 1900 TI/TI super e su alcuni esemplari di Giulietta della Polizia Stradale, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Proprio negli anni Sessanta lo troviamo posto sul tetto di alcune vetture della Stradale su una sottile barra metallica trasversale o. su alcune vetture della società Autostrade, su un supporto che comprende anche l’antenna. Riguardo alla Squadra Volante, il medesimo proiettore è presente su alcune Giulia Super, Giulia Nuova Super e Alfetta I e II serie, essenzialmente delle Volanti, non risultando presente su altre automobili. Un altro modello di faro è montato sul Fiat Ducato I serie Ordine Pubblico. La calotta è nera e la sua forma posteriore piuttosto piatta.

Discorso differente meritano altri mezzi di recente assegnazione. Sugli ultimi esemplari di Fiat Punto I serie, consegnati all’inizio del 1999, fa la sua comparsa il nuovo faro elettrico telecomandato, racchiuso in una cupola di materiale plastico trasparente, apparso per la prima volta in grande serie l’anno precedente sulle Alfa Romeo 155 del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri. La conseguenza è che l’antenna, normalmente posta sulla parte anteriore del tetto, viene portata dietro al lampeggiante. Lo stesso faro viene installato dal 2001 su tutti i nuovi mezzi con lampeggiante singolo.

 

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