29 | 07 | 2010
I colori PDF Stampa E-mail

* L’amaranto polizia, il nero e i colori di serie.

Sul finire degli anni Quaranta, l’esigenza di far fronte alla notevolissima disomogeneità della colorazione degli automezzi della Polizia, unita all’aumento del loro numero, inizia ad essere avvertita da parte dei vertici dell’Amministrazione. Ciò porta all’emissione di alcune circolari che dispongono la verniciatura in amaranto di tutti i veicoli, a cominciare da quelli appartenenti a Reparti ad inquadramento diretto – e quindi di carattere più spiccatamente militare – quali i Reparti Celeri e Mobili e la Polizia Stradale. La situazione è resa ancor più caotica che anche i mezzi verniciati in amaranto – spesso anche in conseguenza di esigenze inerenti singoli casi – utilizzano vernici di fattura diversa tra loro; ciò conferisce al corpo un’immagine non proprio impeccabile, soprattutto in raduni di veicoli di differente provenienza in occasione di celebrazioni e parate. A quest’ultimo problema si cerca di ovviare disponendo la fornitura direttamente da parte del Ministero a tutti gli Enti interessati. La situazione crea però una serie di problemi tecnici, innanzitutto per l’individuazione delle esatte tonalità e requisiti della nuova vernice, quali soprattutto la resistenza all’uso in condizioni particolari ed agli agenti atmosferici, salvaguardando allo stesso tempo l’economicità, esigenza comprensibile nel periodo di ricostruzione post-bellico.
Solo alla fine degli anni Cinquanta le cose migliorano, soprattutto in considerazione dell’ulteriore rinnovo del parco mezzi, con l’arrivo o la maggiore diffusione di vetture quali la Giulietta, di furgoni quali il Romeo o di jeep quali le Campagnola. Le circolari ministriali in materia si occupano anche delle iscrizioni da apporre sui mezzi di colore amaranto. Tra le varie soluzioni che optano per la rispettiva indicazione sui mezzi distribuiti ai vari Reparti del Corpo (quali Reparti, Nuclei e Sottonuclei Celeri, Reparti Mobili, Territoriali, Magazzini Centrali e Regionali, Polizia Stradale, Scuole, ecc.), si presceglie opportunamente quella più semplice mediante l’indicazione di appartenenza solo da parte di Nuclei e Reparti Celeri, Reparti Mobili e Polizia Stradale; tutti gli altri sono identificati semplicemente dalla scritta POIZIA. Nel 1950 tuttavia la situazione riguardante le scritte muta: a a quelle a caratteri bianchi a stampatello indicanti per esteso l?Ente di appartenenza, si sostituisce l?indicazione dell?Ispettorato – un numero romano contenuto in un rettangolo bianco collocato anteriormente e posteriormente dal lato del conducente – e, dal lato del passeggero, da un contrassegno rappresentato da: il Centauro per la Polizia Stradale; la dicitura CELERE, preceduta dal rispettivo numero ordinale (1°, 2° O 3°, contenuta anch’essa in un rettangolo bianco a fondo bli) per i Reparti Celeri; medesimo rettangolo a fondo rosso per i Reparti Mobili con la dicitura ..° MOBILE (dove ..° sta per il numero del Reparto di appartenenza). Unica eccezione all’indicazione della zona (Circoscrizione) è costituita dai Nuclei e dai Sottonuclei Celeri: al posto del numero romano viene indicato il nome della Questura di appartenenza mentre, sul lato del passeggero, è indicata la dicitura CELERE.
La questione della colorazione è avvertita in minor misura per quanto riguarda i mezzi adibiti a compiti di carattere più “civile”, quali quelli appartenenti a Questure, Commissariati, o impiegati in servizi di rappresentanza. Si vuole solamente ricordare, negli anni Quaranta, il nuero telefonico spennellato su sportelli e parabrezza dei mezzi della neonata Squadra Mobile, a cominciare dal “777” di quella di Milano. Proprio la Mobile “veste” soprattutto di nero le proprie vetture in servizio di pronto intervento; queste non sono contraddistinde da alcuna iscrizione salvo, avere in rari casi, un pannello sul parabrezza con la scritta PRONTO INTERVENTO.

* Il grigioverde

Nel 1961, l?Amministrazione decide il passaggio ad un inedito grigioverde, ispirato alla natura militare del Corpo, anche se nettamente più chiaro e particolare rispetto a quello dei mezzi delle Forze Armate. E’ il primo vero e proprio colore d’Istituto, che uniforma progressivamente l’estetica di tutti i mezzi in servizio di Polizia. La ditta Savid di Cernobbio se ne aggiudica l’appalto per la fornitura. La ragione del mutamento è ispirata da fattori essenzialmente pratici. L’amaranto Polizia infatti si rivela “scarsamente resistente agli agenti atmosferici e, di conseguenza, insufficientemente stabile nel punto di colore”, così come è indicato da una circolare ministeriale di quell’anno. D’altra parte, è impossibile uniformare in tal senso l’intero autoparco in tempi brevi, anche e soprattutto in virtù di esigenze pratiche ed economiche. Verrà data la precedenza ai veicoli in dotazione ai Reparti Mobili e Celeri ed a quelli in dotazione agli Uffici, Reparti e Scuole delle città di Roma, Milano e Torino. Successivamente e nell’ordine saranno verniciati i mezzi dei Nuclei, Sottonuclei e Sezioni Celeri, gli altri mezzi delle Questure ed infine quelli della Polizia Stradale. Allo scopo ,tuttavia, di esaurire le scorte di vernici e diluenti esistenti presso Autocentri, Uffici e Reparti, gli altri veicoli vengono ancora riverniciati – quando necessario – in amaranto.
Il nuovo grigioverde è il colore dell’Alfa Romeo 2600 sprint e, soprattutto della Giulia. Nonostante l’uniformità cromatica tra tutti i reparti, il nero contraddistingue ancora diversi mezzi della Mobile. Uno per tutti la Ferrari 250 GTE. La differenza rispetto alle pantere degli anni Cinquanta c’è. Sulla portiera è infatti indicato: SQUADRA MOBILE-TEL.555.555, cosa che non avviene nel decennio precedente;oltre a questo bisogna aggiungere l’adesivo con la pantera ed il lampeggiante azzurro.
Le vicende dei mezzi in grigioverde sono, se vogliamo, le meno complesse da ricostruire. Possiamo dividere le vicende delle iscrizioni sui mezzi in due periodi:prima e dopo il 1969, anno dell’applicazione delle nuove scritte, in seguito all’istituzione nel 1968 del servizio pubblico 113, con la conseguente comparsa del disco telefonico. Prima di quell’anno infatti, le scritte laterali sono solamente – salvo rare eccezioni – SQUADRA MOBILE e POLIZIA SCIENTIFICA, con caratteri piccoli a stampatello, prima verniciati e poi autoadesivi. La Stradale è infatti contraddistinta dal solo emblema del Centauro, posto anteriormente e posteriormente. Solamente gli stemmi delle varie Società Autostradali vengono collocati proprio sugli sportelli. A partire dal 1969, oltre al disco 113, compare la scritta laterale POLIZIA, con al di sotto l’indicazione del Reparto. La Polstrada fa eccezione. Pur avendo anch’essa infatti sulle portiere la scritta POLIZIA-113, non reca insieme ad essa la dicitura STRADALE, ma il Centauro in posizione immutata, così come avvenuto in quel momento. A differenza della colorazione bianco-azzurra, il disco telefonico è posto sempre a destra della scritta, anziché verso la parte anteriore del mezzo, su entrambi i lati.

* L’azzurro medio

La vera modernizzazione da questo punto di vista avviene nel 1975 quando il grigioverde, colore tanto affascinante quanto purtroppo antiquato, lascia spazio al nuovo azzurro. Sul nuovo colore viene applicata una banda riflettente bianca. Le finiture bianche, facilitano la individuazione delle macchine in condizione di visibilità precaria e, specialmente nel servizio di polizia stradale, consentono un miglior collegamento a vista nelle operazioni combinate con elicotteri. La scritta POLIZIA sulle fiancate delle autovetture è realizzata con materiale bicolore ad alto potere rifrangente ed i caratteri che la compongono, più grandi degli attuali, sono dimensionati alla sagoma dei mezzi.
La nuova riverniciatura parte dai mezzi in servizio effettivo, a cominciare dalle autovetture: si inizia dalle Volanti e dalle pattuglie della Stradale, fino ai furgoni e a tutti gli altri veicoli non operativi. Il cambio viene evitato su quei mezzi che, prossimi alla dismissione, rendono l’operazione inutilmente dispendiosa.

Tra i tre colori descritti, è sicuramente l’azzurro quello ad avere il maggior numero di varianti non solo in virtù del passare del tempo, sono oramai trenta gli anni di servizio, ma anche contemporaneamente. La distinzione, talvolta non facilmente identificabile a occhio nudo, avviene soprattutto tra autovetture e mezzi pesanti o, in alcuni casi, tra mezzi di Case diverse, quali BMW e Mitsubishi. In queste ultime, la tonalità evidentemente più chiara ha dato luogo all’esigenza di uniformare agli altri mezzi il tipo di azzurro sulle forniture successive.
Il mutamento più evidente tra le varie gradazioni di colore su larga scala avviene comunque nel 1996. A partire, tra le vetture, dalle Alfa Romeo 155 1.8 Twin Spark III serie, le 16v. e dalle Fiat Punto 60 S I serie restyling, l’azzurro viene schiarito.
Tutte le vetture, fino al 1992, seguono generalmente il medesimo schema: la banda occupa l’intera parte superiore della fiancata, al di sotto dei finestrini ed i montanti posteriori, per proseguire sulla “V” bianca presente sul tetto, avente funzione di indicare la direzione del mezzo per le operazioni coordinate da elicottero. La scritta bicolore POLIZIA, squadrata, è posta su ciascun lato a cavallo delle portiere anteriori e posteriori, secondo lo schema POL-IZIA. A questo principio esistono tuttavia diverse involontarie eccezioni. Su diverse Punto, ad esempio, questo viene variato in POLI-ZIA.
Nel 1983 l’ Alfa Romeo 33 presenta sulle vetture la scritta inserita interamente sullo sportello anteriore. Non si tratta in realtà di una libera scelta, ma di una decisione provocata dal fatto che le maniglie nere dell’auto, di notevoli dimensioni,impediscono l’applicazione dei caratteri secondo lo schema in uso. L’inserimento della scritta interamente sulla portiera anteriore avviene anche sulle Fiat Undo che, da parte loro, recano anche la novità di una banda bianca non più occupante l’intera metà superiore della fiancata, ma applicata nel mezzo, ovviamente in senso latitudinale; così avviene anche nel 1993 per la Punto. Particolare di quest’auto la doppia soluzione, presente principalmente nei primi e negli ultimi esemplari, con la scritta inserita interamente sullo sportello anteriore; negli altriquesta risulta invece posta a cavallo. Il principio generale rimane comunque in vigore fino all’uscita di scena dell’Alfa 75. Nel 1992 l’entrata in servizio dell’Alfa 155 segna l’inizio di quello che in realtà rimarrà un caso unico: la doppia banda bianca orizzontale, con la sua eliminazione dai montanti. La scritta rimane posta tra i due sportellima, per poter essere inserita a cavallo solamente della striscia inferiore, viene rimpicciolita, con caratteri spaziati. L’unico caso analogo rimane quello della coppia di Toyota Carina E SW. In realtà tra il 1995 ed il 1996, anche BMW 320i Touring, Volkswagen Passat Variant e Lancia Dedra SW adottano la doppia banda, ma con una scritta POLIZIA, sperimentata anche sulla 155, a caratteri arrotondati ed inclinati. Questi rappresentano una sorta di “livrea di passaggio”, ove la scritta è posta ancora a cavallo della striscia bianca ed è prototipo di quella successiva, simile nei caratteri, presentata a partire dalle FIAT Marea.
Nel 1996 infatti, proprio con quest’ultima autovettura, si ha la più grande svolta dopo quella vvenuta vent’anni prima con la fine del grigioverde. Pur non mutando nei colori infatti, la grafica viene completamente rinovata. La scritta, che rimane comunque bicolore, viene arrotondata, ingrandita ed inclinata nel senso opposto alla marcia del mezzo, oltretutto con un sottile bordo nero. Oltre a ciò, ritorna il montante biancoe, viene “istituzionalizzata una nuova scritta posteriore arrotondata, volta ad una più immediata identificazione dei mezzi. Dal 1997 anche molte tra le vetture già in servizio vengono dotate di questa scritta con caratteri squadrati uguali a quelli della fiancata, in misura ridotta. Le 155 la recano in azzurro sulla banda posteriore bianca, mentre sulle Punto questa è bianca, applicata direttamente in campo azzurro. La livrea segue un tacito principio di base: essa segue la “vita”del mezo fino alla sua uscita di produzione, anche nel caso che in un altro veicolo venga introdotto un qualsiasi aggiornamento estetico. Per fare un esempio: la presentazione della nuova scritta sulla Marea non comporta un contemporaneo cambiamento, sotto questo aspetto, sulle Punto o sugli altri mezzi. Tuttavia è molto recente forse la più evidente eccezione a questo principio: il furgone FIAT Ducato. Dal 2000 infatti, pur non essendo presentata una sua nuova versione, esso passa repentinamente dalla vecchia scritta a quella nuova, con in più una banda bianca applicata sull’intera lunghezza della fiancata. Fino ad ora infatti, tutti i furgoni – così come i fuoristrada ed i camion – hanno una piccola, posizionata sul portellone laterale o sullo sportello della cabina di guida, atta escusivamente ad ospitare la scritta POLIZIA. Lo stesso principio è valido per i fuoristrada, fino a quelli di marca straniera. Altro caso particolare è la scritta POLIZIA sugli Uffici Mobili, realizzati su telaio Ducato II serie. Essa si presenta di notevoli dimensioni, arrotondata, non inclinata e posta ancora a cavallo della banda bianca. A partire dal 1999, sulle ambulanze viene presentata una scritta bianca in campo azzurro, a caratteri rovesciati, tipica di questo tipo di mezzi, per l’identificazione nello specchietto retrovisore da parte dei veicoli che li precedono. Il disco 113 è, rispetto alla scritta POLIZIA, posto sempre verso la parte anteriore del mezzo. Unica eccezione: il Mitsubishi Pajero che, per la particolare conformazione della fiancata, rende obbligatorio l’inserimento su entrambi i lati della scritta Polizia e del disco 113 rispettivamente su sportello e su parafango posteriore. L’abbinamento risulterà quindi 113-POLIZIA a destra e POLIZIA-113 a sinistra. Sul Pajero, oltre che sul Land Rover Discovery, la particolarità sta anche nella scritta posteriore. Mentre nel primo infatti lo spazio viene ricavato sul rivestimento nero della ruota di scorta sul secondo ciò avviene, nella prima serie, sul cerchione azzurro della medesima ruota. Nella seconda serie però la scritta passa in bianco sul copriruota nero, adottato anche per il fuoristrada di fabbricazione inglese

 

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